Il suggestivo borgo barocco di Ibla, quartiere più antico di Ragusa e patrimonio Unesco dal 2002, può considerarsi lo scenario ideale per la dodicesima edizione dal titolo ‘Prendersi una pausa’, incentrata su una tematica oggi più che mai attuale. In questi anni la tensione continua generata dalla velocità che contraddistingue la modernità è diventata ormai un aspetto significativo della vita contemporanea. E sta determinando una trasformazione profonda nel rapporto sia tra gli esseri umani che tra l’uomo e l’ambiente. Nella perenne ricerca del tempo che sembra sfuggirci, potersi concedere una pausa di riflessione rimane, forse, l’unico modo per orientarsi in questi anni complessi, colmi di incertezze, di relazioni instabili e di grandi cambiamenti. E la fotografia, strumento molto efficace per aiutarci nel processo di comprensione della realtà, è anche il linguaggio migliore per indicarci strade e metodi, per aprire nuovi orizzonti del pensiero, per invocare la necessità di un cambiamento di rotta e suggerirci altre prospettive di vita. “Ogni pausa è cielo in cui mi perdo” scriveva il poeta modicano Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura. Ragusa Foto Festival 2024, parte proprio da questi versi per offrire, grazie alla diversità degli sguardi degli autori in mostra, occasioni di riflessione e nuovi orizzonti in cui potersi perdere.